Alti livelli di progesterone nei cicli di fecondazione assistita

Alti livelli di progesterone nei cicli di fecondazione assistita

eshreÈ già noto in letteratura come alti livelli di progesterone sierico, durante i cicli di fecondazione assistita, poco prima della somministrazione di hCG (gonadotropina corionica umana) possano alterare la recettività dell’endometrio nell’accogliere gli embrioni trasferiti.

In uno studio presentato al Congresso Internazionale dell’Eshre (European Society of Human Reproduction and Embryology), tenutosi a Istanbul, sono stati presi in esame i cicli di fecondazione assistita in cui i livelli di progesterone erano troppo elevati al momento della somministrazione di hCG ( valori ≥ 10 nmol / L).
In queste pazienti le blastocisti ottenute non sono stati trasferite a fresco ma congelate, mediante vitrificazione, per essere poi trasferite in un ciclo successivo.
Questo studio aveva come scopo quello di valutare se gli alti livelli di progesterone durante i cicli di fecondazione assistita potessero influenzare, non solo, la recettività dell’endometrio ma se potessero anche “modificare”, in qualche modo, l’ovocita e la capacità di impianto delle blastocisti ottenute.

Il confronto tra le percentuali di gravidanza del gruppo di controllo e il gruppo con alti livelli di progesterone ha dimostrato come le blastocisti ottenute e trasferite dopo vitrificazione portavano ad un tasso di gravidanza e d’impianto del tutto sovrapponibile (43,5% contro 44,1%).

Tali dati suggeriscono come nei casi di luteinizzazione precoce la riduzione delle percentuali di gravidanza  sia probabilmente dovuta ad una asincronia tra endometrio e blastocisti e non ad un “danno” degli ovociti e degli embrioni ottenuti.

Inoltre tale studio evidenzia come la vitrificazione possa rappresentare una valida strategia nelle pazienti con alti livelli di progesterone nelle tecniche di fecondazione assistita.