Blastomeri multinucleati sono correlati negativamente con le percentuali di nati vivi

Blastomeri multinucleati sono correlati negativamente con le percentuali di nati vivi

blastomeroBlastomeri multinucleati

Nelle tecniche di fecondazione assistita, gli embrioni da trasferire vengono classificati in base al numero di blastomeri, alla simmetria di questi ultimi ed in base al numero di frammenti presenti, nel giorno del transfer embrionario.

Durante lo sviluppo embrionario, ogni blastomero, che si forma in seguito alla divisione cellulare, dovrebbe presentare un singolo nucleo.
Un recente articolo pubblicato su Fertility&Sterility mette in evidenza come la presenza di più nuclei nei blastomeri degli embrioni, nel secondo giorno di coltura, sia correlata negativamente sulle percentuali di nati vivi.

Nello studio condotto su 1629 donne, sottoposte a fecondazione assistita, sono stati valutati 2732 embrioni, il secondo giorno di coltura embrionaria, classificati in base alla presenza di blastomeri con uno o più nuclei.

L’analisi statistica ha messo in evidenza come le percentuali di bambini nati vivi siano significativamente più elevate quando tutti i blastomeri presentano un singolo nucleo (15,0%) rispetto a quando non tutti i blastomeri sono mononucleati (9,2%), o i nuclei non sono visibili(7,7%), e quando gli embrioni presentavano almeno un blastomero multinucleato (4.2 %).

Tali risultati suggeriscono che la valutazione degli embrioni da trasferire, nelle tecniche di fecondazione assistita, dovrebbe considerare anche la presenza di uno o più nuclei dei blastomeri.