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L'importanza della visita dall'Andrologo
A differenza della donna, che spesso si reca per la prima volta dal ginecologo durante l'adolescenza, l’uomo passa dalla visita periodica dal pediatra, suo punto di riferimento, alla visita dal medico di famiglia solo quando si presentano determinati sintomi che quasi mai riguardo la sfera sessuale.
Recenti statistiche indicano che il 65/70% degli uomini che soffrono di l’eiaculazione precoce preferiscono non recarsi dall'andrologo in quanto percepiscono questa patologia come un problema imbarazzante più della disfunzione erettile. La maggior parte degli uomini vedono nell’andrologo non un esperto ma un motivo di disagio.
Si tende a credere che tutte le disfunzioni sessuali maschili siano di origine psicologica, trascurando quindi le componenti fisiche ed organiche che, se trattate adeguatamente, dal punto di vista medico, potrebbero sortire dei benefici a volte anche immediati.
Fortunamente, in questi anni, sono state diverse le campagne a favore della prevenzione andrologica ad opera principalemnte delle società di andrologia.
La maggior parte degli uomini non sa che, nel corso dell’accrescimento, si possono prevenire e curare patologie importanti quali il varicocele, il criptorchidismo, il frenulo corto o la fimosi, che potrebbero pregiudicare, se non curate, la vita sessuale e, soprattutto, la riproduzione.
Tra le patologie che devono essere oggetto di prevenzione si evidenzia il criptorchidismo, che porta ad una modificazione della funzione del testicolo. Questa patologia può comportare una diminuzione del numero degli spermatozoi prodotti e, in alcuni casi, può favorire l’insorgere di tumori maligni. In genere il problema si risolve autonomamente nel primo anno di vita ma, in caso contrario, è necessario intervenire chirurgicamente per il riposizionamento in quanto, se l'intervento viene effettuato tardivamente, le possibilità di ripresa sono minori od addirittura nulle.
Purtroppo anche quando una coppia deve sottoporsi alle tecniche di riproduzione assistita la figura maschile viene spesso trascurata in quanto molti tendono a pensare che con la ICSI (iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi) sia possibile ottenere embrioni e gravidanza anche con un singolo spermatozoo.
E', invece, fondamentale la sinergia fra Andrologo e Ginecologo al fine di ricercare le eventuali cause del fattore maschile, determinare eventuali trattamenti terapeutici ove possibile e determinare eventuali strategie per ottimizzare il ciclo di fecondazione assistita.
Per un corretto trattamento di una coppia in cui è presente un fattore maschile è fondamentale effettuare più valutazioni del liquido seminale, una spermiocoltura, una ecografia testicolare e prostatica, indagini ormonali (FSH, LH, Testosterone e prolattina) e genetiche (microdelezioni cromosoma Y, cariotipo, mutazioni della fibrosi cistica).







