L’endometrio è il tessuto che ricopre la cavità interna dell’utero. Durante le fasi del ciclo mestruale, l’endometrio va incontro a diversi cambiamenti fisiologici, in risposta agli ormoni steroidei, atti a creare uno “stato recettivo” per favorire l’impianto delle blastocisti.

Tali modificazioni permettono la formazione della cosiddetta ” finestra d’impianto” tra il 19 ed il 21 giorno del ciclo: un periodo temporale in cui l’endometrio permette l’annidamento della blastocisti.

La recettività dell’endometrio nelle tecniche di fecondazione assistita è da sempre oggetto di studio in quanto ha sicuramente un ruolo chiave.
Diversi studi ultrastrutturali dell’endometrio, dimostrano come, durante le modificazioni, si formino i pinopodi cioè delle estroflessioni che assorbono fluidi e macromolecole dalla cavità uterina ed avvicinano l’embrione. I pinopodi sono stati proposti come marcatori della recettività uterina ma attualmente il loro ruolo è ancora molto discusso e controverso e sicuramente di difficile applicazione nelle tecniche di fecondazione assistita.

Nella pratica clinica la recettività endometriale può essere valutata ecograficamente in quanto dopo l’ovulazione, in presenza di progesterone, scompare il tipico aspetto a tripla linea e compare un’iperecogenicità endometriale di 13 mm o più. E’ inoltre possibile valutare la recettività endometriale mediante una tecnica istologica che prevede una biopsia dell’endometrio.

Recenti studi hanno dimostrato come la valutazione dell’espressione di determinati geni nell’endometrio mediante una tecnica denominata ERA (endometriale receptivity array) possa rappresentere un Test di recettività endometriale, permettendo di determinare il periodo migliore per l’impianto embrionale.

In tali studi è stata analizzata l’espressione di 238 geni in donne fertili durante il ciclo mestruale dividendole in 3 gruppi: endometrio recettivo -picco di LH +7 giorni (20-21 giorni del ciclo), endometrio prerecettivo- da 1 a 5 giorni dal picco di LH, endometrio proliferativo nell’8-12 giorno del ciclo. Sono state prese in considerazione anche donne con fallimenti nell’impianto e con idrosalpinge (chiusura delle tube nella parte terminale vicino all’ovaio). Sono stati, quindi, individuati 134 geni ERA, dei 238 geni analizzati, coinvolti nella recettività endometriale.

Studi successivi in pazienti donatrici di ovociti, confrontando l’espressione dei 134 geni in questione e la diagnosi istologica endometriale, hanno messo in evidenza come la tecnologia ERA sia più precisa per determinare la recettività dell’endometrio.

La tecnica ERA rappresenta, quindi, una nuova metodologia che può permettere un incremento dei risultati nelle tecniche di fecondazione assistita.

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