Nuova Sentenza della Corte di Strasburgo riguardo la Diagnosi Genetica Preimpianto nelle coppie fertili

Nuova Sentenza della Corte di Strasburgo riguardo la Diagnosi Genetica Preimpianto nelle coppie fertili

pgdLa sentenza della “Corte europea per i diritti dell’uomo” di Strasburgo, con giudizio unanime di tutti i componenti della corte, ha sancito il 28/08/2012 che impedire la diagnosi preimpianto degli embrioni alle coppie fertili, ma portatrici di malattie genetiche, rappresenta una violazione del diritto dell’uomo al rispetto della propria vita privata e familiare (art.8 Convenzione).
Tale sentenza rappresenta l’epilogo di un ricorso presentato dai  coniugi Rosetta Costa e Walter Pavan, portatori di fibrosi cistica diversi anni or sono.  Hanno, inoltre, ottenuto un risarcimento pecuniario per la violazione dei loro diritti.
“Incoerente”: così è stata definita la legge 40 in materia di diagnosi preimpianto degli embrioni nelle coppie fertili, e la motivazione deriva dal fatto che, in Italia, esiste una legge dello stato che consente l’aborto terapeutico in caso di feti affetti da fibrosi cistica.
In pratica alle coppie portatrici di malattie genetiche che riescono a concepire spontaneamente, in Italia, a causa della legge 40, non è possibile sottoporsi alle tecniche di PMA e quindi alla diagnosi genetica sugli embrioni ma è possibile abortire dopo aver effettuato l’amniocentesi.
La sentenza della Corte di Strasburgo diventerà definitiva entro 3 mesi se nessuno della parti presenterà ricorso: sarà quindi possibile anche per le coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche accedere alle tecniche di fecondazione e, di conseguenza, alle tecniche di diagnosi preimpianto degli embrioni, prima che questi ultimi siano trasferiti in utero.
Attualmente in Italia, (comma 5 della legge 40) è possibile conoscere lo “stato di salute” degli embrioni prima che siano trasferiti in utero nella coppie infertili che accedono alle tecniche di fecondazione assistita e, quindi, è possibile effettuare la diagnosi genetica preimpianto.
Tale metodologia viene consigliata nei casi di ripetuti fallimenti, nel caso di poliabortività e quando l’età materna è superiore ai 38 anni.
La diagnosi genetica preimpianto permette di ottenere percentuali di impianto del 60-80% quando viene trasferito un embrione sano.
Inoltre è una metodologia sicura, grazie alle moderne tecnologie, che permette un livello di accuratezza diagnostica pari al 99% quando viene effettuata allo stadio di blastocisti (V giornata di coltura embrionaria).