Presso FertiClinic vengono effettuate le seguenti tecniche di fecondazione assistita:

Esami infettivologici richiesti

Per poter accedere alle tecniche di fecondazione assistita i pazienti devono presentare i seguenti esami infettivologici che, secondo le normative vigenti (D.Lgs.25 gennaio 2010, n°16), devono essere ripetuti ogni 3 mesi per entrambi i partner:

esami-infettivologici-fecondazione-assistita
  • Anti-HIV-1,2
  • HbsAg
  • Anti-HCV Ab
  • Anti-HBc
  • Test per la Sifilide

 

Le fasi della fecondazione assistita

Affinché possiate aver ben chiaro cosa accade durante un ciclo di fecondazione assistita, abbiamo diviso tali procedure in 5 fasi. Potrete avere maggiori dettagli dal vostro consulente di riferimento dello staff di FertiClinic.

Induzione dell’ovulazione – Fase 1

Fecondazione-assistita-ovocitiAl fine di ottenere il maggior numero di ovociti per la procreazione assistita, le pazienti vengono sottoposte ad un stimolazione ovarica controllata. Mediante l’utilizzo di fisiologici precursori ormonali chiamati gonadotropine è possibile recuperare un numero di ovociti superiore all’unico normalmente prodotto in un ciclo spontaneo. Il protocollo di stimolazione ovarico è soggettivo e dipende dalle caratteristiche ormonali della paziente, dalle cause di sterilità e dalla sua età. Occorre, quindi, inquadrare la paziente, sottoponendola ad una serie di esami ormonali e dosare in base ai risultati ottenuti la stimolazione. Il protocollo di stimolazione è unico per ciascun paziente, stilato in base alla propria storia clinica. Qualunque sia il protocollo utilizzato, le pazienti vengono sottoposte ad un controllo ecografico, generalmente a giorni alterni, al quale può essere associato un prelievo di sangue al fine di valutare i livelli plasmatici di estrogeni. Tali ormoni vengono prodotti dalle cellule della granulosa che circondano l’ovocita e, quindi, un aumento dei livelli sierici congruo al numero di follicoli presenti è indice di una buona crescita follicolare e di maturità ovocitaria. Solitamente, quando i follicoli hanno raggiunto un diametro di circa di 18 mm ed i valori di estrogeni risulta adeguato rispetto al numero di follicoli presenti, si procede con l’induzione dell’ovulazione mediante la somministrazione di un ormone chiamato gonadrotopina corionica umana (HCG) e successivamente con il prelievo ovocitario (PICK-UP).

Prelievo degli ovociti- Fase 2

prelievo-ovocitario-pick-upIl prelievo ovocitario viene effettuato all’incirca 34-36 ore dalla somministrazione della gonadotropina corionica umana, in sala operatoria ed in sedazione.

Mediante un sottile ago e per via trans-vaginale, i follicoli vengono aspirati in provette .

Il biologo analizzando il contenuto delle provette, individua gli ovociti, li sposta in specifici terreni di coltura e li ripone nell’incubatore.

Fecondazione e coltura embrionale – Fase 3

Una volta prelevati, gli ovociti circondati dalle cellule del cumulo ooforo vengono posti in piastre identificate dal nome della paziente in un adeguato mezzo di coltura e poste nell’incubatore.
pronuclei-prima-di-una-ICSI
preparazione-del-liquido-seminale
Il liquido seminale viene preparato con una metodica denominata swim-up che permette di ottenere la maggior quantità di spermatozoi mobili possibile. Si procede, quindi, con la FIVET o con la ICSI a seconda del numero di ovociti, della loro qualità, all’età della paziente, in base alle cause di sterilità ed alle caratteristiche del liquido seminale. Solitamente questa decisione viene concordata, prima dell’intervento, con la coppia. Può accadere, tuttavia, che in alcune situazioni sia il biologo stesso a decidere la tecnica da utilizzare in base alla situazione del momento. Nella FIVET gli ovociti ancora circondati dalle cellule del cumulo vengono poste una goccia contenente gli spermatozoi mentre nella ICSI vengono decumulati (spogliati delle cellule del cumulo) e sottoposti alla micro iniezione.

Fecondazione assistita – embrioni di 4 cellule

fecondazione-assistita-embrioni-4-celluleIl giorno successivo, all’incirca 16 ore dopo la fertilizzazione, gli ovociti vengono analizzati e viene valutata la corretta avvenuta fertilizzazione data dalla presenza di due pronuclei, uno di origine paterna ed uno di origine materna, e dalla presenza di due globuli polari. Gli ovociti a questo stadio vengono chiamati zigoti. Solitamente la prima divisione embrionaria avviene a circa 30 ore dalla fertilizzazione, a 48 ore sono presenti 4 cellule mentre a 72 ore sono presenti 8 cellule. All’incirca ogni 20-24 ore gli embrioni vengono osservati e classificati in base a determinate caratteristiche morfologiche ( numero di cellule e loro simmetria presenza di frammenti ).

Trasferimento degli embrioni (embryo transfer) – Fase 4

transfer-embrioniGli embrioni, ottenuti dal ciclo di fecondazione assistita, attraverso un sottile catetere vengano introdotti nella cavità uterina. Solitamente non è richiesta anestesia in quanto non è una metodica dolorosa. Gli embrioni possono essere trasferiti in seconda o in terza giornata dal prelievo follicolare, quando si trovano allo stadio di 4-8 cellule. Il giorno del transfer il biologo procede alla valutazione degli embrioni e seleziona quelli più idonei in base a delle caratteristiche morfologiche, come il numero di cellule, la loro simmetria e la percentuale di frammenti. Il numero di embrioni trasferiti è soggettivo e dipende molto dall’età della paziente, dalle cause della sterilità ma anche dalla qualità degli embrioni ottenuti. Quando il numero di embrioni ottenuti di buona qualità è elevato si possono prolungare i giorni di coltura al fine di selezionare gli embrioni migliori ed arrivare fino in quinta giornata allo stadio di blastocisti.

blastocisti-immagine-al-microspocio-durante-una-ICSILe percentuali di gravidanza ottenuti con il transfer di blastocisti è più alto di quello ottenuto con embrioni di 4-8 cellule ed inoltre viene, in questo modo, ridotta la probabilità di gravidanza multipla in quanto non vengono trasferite più di 2 blastocisti. Occorre, tuttavia, saper bene valutare e tener in considerazione l’eventualità che nessuna blastocisti si formi e quindi che via sia la possibilità di annullare il ciclo. Gli embrioni soprannumerari evolutivi e vitali possono essere congelati per poi esser utilizzati in cicli successivi o in caso di successo per una seconda gravidanza. Nei casi in cui di debba effettuare una diagnosi genetica pre-impianto, alla stadio di 8 cellule, vengono prelevate dall’embrione, una o due cellule ed inviate al laboratorio di genetica. In questo caso la coltura embrionaria viene prolungata allo stadio di blastocisti per attendere il referto genetico. A volte, è possibile effettuare un ulteriore diagnosi genetica sulle blastocisti ottenute dagli embrioni ad 8 cellule senza risposta. In questo caso in attesa del referto le blastocisti vengono congelate.

In attesa del test di gravidanza – Fase 5

test-di-gravidanzaSuccessivamente al transfer embrionario alla paziente verrà prescritta ad una terapia atta a favorire l’impianto dell’embrione, costituita dalla somministrazione di progesterone oltre ad altri farmaci a discrezione del ginecologo. Viene, inoltre, consegnata alla coppia una cartella in cui è indicato tutto ciò che è stato effettuato presso FertiClinic, a partire dalla stimolazione, al numero di ovociti prelevati, alle caratteristiche del liquido seminale, fino al numero e grado degli embrioni e alle caratteristiche del transfer. Per sapere se si è instaurata una gravidanza o meno, occorre attendere almeno 12 giorni dal transfer embrionario ed effettuare l’analisi delle B-HCG ematiche (test di gravidanza su sangue) mediante un semplice prelievo. In questo periodo di attesa non è richiesto il riposo assoluto ma un tenore di vita regolare e tranquillo evitando stress e sforzi eccessivi. E’ necessario non interrompere mai la terapia data dal ginecologo senza averlo prima consultato.

Rischi della fecondazione in vitro

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